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Enterprise 2.0: concretezza nella crisi
Premessa
Il 25 Marzo si è tenuta, presso l'aula De Carli del Politecnico di Milano, l'ormai annuale conferenza incentrata sul tema Enterprise 2.0. Questa volta è stato approfondito l'attuale stato di diffusione ed evoluzione all’interno delle medie e grandi imprese italiane, assieme alla possibile collocazione all’interno dello scenario economico attuale e futuro.
L’indagine ha coinvolto, aldilà dei CIO, i direttori Risorse Umane e i direttori Marketing in proporzioni omogenee, assieme ad un panel di 160 utenti professionali. Si è tentato, dunque, di fornire una prospettiva più allargata, assolutamente necessaria data la trasversalità dell'impatto del paradigma Enterprise 2.0 sull'intera organizzazione, arduo da presentare esaustivamente concentrando l'attenzione sulle sole aree strettamente tecnologiche, come infatti viene espresso anche nella stessa definizione data dal Politecnico:
"Enterprise 2.0 definisce un insieme di approcci organizzativi e tecnologici orientati all’abilitazione di nuovi modelli organizzativi che comprende la creazione di una architettura adattativa, l'applicazione di strumenti collaborativi tipici del Web 2.0 e l'utilizzo della tecnologia come piattaforma abilitante dei processi e delle relazioni"
Lo scopo che si è posta questa ricerca è stato quindi duplice: confermare che non si era di fronte ad un fenomeno passeggero, ed affermarne l'assoluto valore all'interno del contesto di crisi attuale oltre che negli scenari a venire.
I Risultati
"This crisis provides the opportunity for us to do things that you could not do before"
Rahm Emanuel (Chief of Staff della Casa Bianca)
Come mostrato da Mariano Corso e Stefano Mainetti, infatti, sebbene i bilanci medi dell'ICT siano oggi in flessione a causa dei noti fattori congiunturali, sono emersi quattro ambiti applicativi che riscontrano invece una tendenza in crescita di interesse ed investimenti, ambiti rispondenti ai bisogni alla base del paradigma Enterprise 2.0, come i seguenti:
- Social Networking and Community
(blog, forum, ricerca esperti, profili avanzati, ..) - Unified Communication and Collaboration
(collaborazione e comunicazione integrata con VOIP,IM,videoconferencing ..) - Enterprise Content Management (supporto a una migliore condivisione e gestione dei contenuti con document management,enterprise search ..)
- Adaptive Enterprise Architecture
(supporto al BPM e alla riconfigurabilità adattativa,SOA e fruizione di SaaS da terzi)
Scendendo nel dettaglio dei dati, investimenti nelle aree di Unified Communication and Collaboration ed Enterprise Content Management sono presenti in circa il 90% delle aziende censite, anche perchè in tali ambiti il valore e la diminuzione dei costi è di più rapido ed evidente riscontro. Queste ultime soluzioni presentano inoltre uno stadio evolutivo di certo maggiore nella loro integrazione con il sistema informativo e i processi di business, anche perché più pienamente inserite in una visione strategica.
Soluzioni di Adaptive Enterprise Architecture e Social Networking and Community in ogni caso, sebbene meno sviluppate, sono state comunque rilevate in circa il 50% dei casi complessivi.
Tutti gli ambiti individuati rispondono in modo efficace a bisogni immediati dell’organizzazione ed è prevista una crescita assolutamente esponenziale della loro importanza nei prossimi tre anni. Oggi però, a testimonianza della profondità del loro impatto, emerge come si debbano scontrare con ostacoli del tutto trasversali legati a fattori culturali, economici ed organizzativi.
I loro vantaggi, per il sempre crescente numero di professionisti della knowledge economy restano però consistenti, e la sponsorship di tali iniziative sebbene a volte non pienamente matura è già oggi molto ampia, e comprende il Top Management e molte direzioni (tra cui Human Resources, Marketing e Operation and Supply Chain) oltre che gli stessi utenti finali. Questi ultimi inoltre finiranno comunque in futuro per imporre queste soluzioni all’interno delle organizzazioni se impreparate, portandole dall'esterno in modo incontrollato, con tutti i rischi che possono derivarne.
Casi e Opinioni
Nella mattinata, e nell’interessante sessione pomeridiana orientata ai temi organizzativi, sono emersi diversi esempi di rilievo dell’introduzione dell'Enterprise 2.0 in azienda che hanno riguardato sia le relazioni all’interno dell'azienda che quelle con i clienti stessi.
Come casi di studio sul cambiamento nelle relazioni con i clienti, sono stati interessanti per il contesto nazionale i casi presentati da Fiat Auto e Barilla. La prima ha mostrato ai presenti come il successo della nuova 500 sia dovuto anche alla sua realizzazione in collaborazione con gli stessi utilizzatori, i cui suggerimenti, raccolti in un sito dedicato ("500 Wants You"), hanno influito nella fase di progettazione. Analogo il caso, ancora in itinere, di "Nel Mulino che Vorrei", direttamente ispirato a "Ideastorm" di DELL. Si tratta di un progetto articolato in cui Barilla coinvolge direttamente i suoi clienti impegnandosi a realizzare l'idea più votata dagli utenti sul sito, a seguito di verifiche di fattibilità e di business case analoghe a quelle delle idee generate dal marketing interno dell’azienda. Con queste iniziative dunque, i key players di mercato si sono posti da esempi nella possibilità di apertura delle relazioni dell’organizzazione con l'esterno agli occhi del mondo imprenditoriale nazionale.
I casi di maggior rilievo orientati al mondo professionale di dipendenti, fornitori o collaboratori, sono stati invece presentati nel pomeriggio. Tra questi l’implementazione di una piattaforma integrata SAP e CRM con logica a cruscotto fruibile da Blackberry realizzata in poco tempo attraverso servizi SaaS da Aquafil. La dimostrazione dal vivo di una Intranet con funzionalità di social networking, profili avanzati (dotati di grafi che mostravano la rete e la frequenza delle interazioni sociali), comunicazione integrata e presenza associata all’agenda condivisa, realizzata da DS Group su Sharepoint allo scopo di facilitare la comunicazione ed elicitare le conoscenze implicite nel network di relazioni dei propri dipendenti. Interessante, infine, il caso di Cisco che ha mostrato come nella propria Intranet, aldilà di soluzioni molto avanzate di UCC, ospiti wiki, blogs e video generati dagli utenti, tra cui lo stesso Amministratore Delegato.
Dal punto di vista tecnologico è poi emerso il tema, molto discusso di recente, delle capacità di Sharepoint di rispondere in modo integrato a tutte le richieste dell’Enterprise 2.0, abilità che però difficilmente si può, secondo i maggiori esperti, effettivamente riscontrare ad oggi pienamente nella piattaforma leader di mercato.
Dal punto di vista organizzativo viene infine, più volte nel corso della giornata, messo in luce il tema del controllo del flusso delle informazioni che fluiscono più liberamente grazie all'apertura necessaria portata dall'introduzione di queste nuove soluzioni. Interessante sull’argomento la prospettiva di Fiat, che ha scelto consapevolmente di rinunciare ad un capillare controllo, comunque illusorio viste le sue dimensioni, limitando l’attenzione alle sole informazioni realmente sensibili.
Conclusioni
Dai dati e dalle conversazioni della giornata emerge quindi che il momento attuale di crisi non sarà un freno, ma favorirà invece la diffusione delle soluzioni e dei paradigmi Enterprise 2.0 nelle organizzazioni.Queste soluzioni anzi, si profilano sempre di più come cambiamenti profondi e inevitabili nella struttura stessa delle imprese, a cui i quattro ambiti applicativi in questo momento in crescita faranno semplicemente da precursori.E' necessario quindi agire subito e non posticipare oltre la loro introduzione in azienda, se si vuole avere la flessibilità e la forza necessaria per crescere e sopravvivere nel breve e nel lungo periodo. Peccato solo la discussione non sia riuscita a soffermarsi se non brevemente, sugli aspetti culturali e di change management, certamente necessari a implementazioni pienamente efficaci e di successo di queste notevoli innovazioni all’interno delle imprese.