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Prodigi 2.0 - Quando (non) basta la parola
Ieri, 2004.
Dale Dougherty, co-fondatore della O’Reilly Media, durante un brainstorming coniava il termine “Web 2.0”; poco dopo il suo socio Tim O' Reilly scriveva il famoso articolo “What is Web 2.0”.
Finalmente uno stato di cose trovava una definizione, un processo in fieri veniva formalizzato. L'entusiasmo che imperversava nel Web era stato fotografato e raccontato.
Oggi, 2008.
Sono dal cliente per una riunione con il Marketing. Gli sguardi sono quelli compiaciuti di chi la sa lunga, e io mi preparo alla solita cantilena. Per l'ennesima volta sento sbrodolarsi una sequela di parole senza alcun progetto coerente: (abracadabra), blog, rating, user generated content, wiki, viral, facebook, rich media application, (abracadabra) e via discorrendo. Vengo investito da una serie di formule magiche prive di significato per chi le declama, e mi trovo a pensare: Ma avete mai provato a scrivere su una wiki? Se non avete provato, fatelo, e poi mi spiegate come fare le liste numerate annidate!:-D
La cosa buffa è la certezza che questi incantesimi risolveranno, senza grande sforzo, tutti i problemi strutturali, competitivi e di fatturato dell’azienda. Purtroppo le cose non vanno così e migliaia di euro vanno in fumo. Tempo, progetti, energie. Tutti nella direzione sbagliata. Questo accade non perché i paradigmi del Web 2.0 non funzionino, ma piuttosto perché vengono applicati in modo sbagliato alle aziende sbagliate, ovvero quelle che non attuano alcun vero cambiamento, se non di facciata. La vera magia che ci aspettiamo è la trasformazione dell’azienda in qualcosa che prima non era. I paradigmi del Web 2.0 possono aiutare la costruzione di questa nuova realtà: processi lavorativi che funzionano, persone che portano il proprio contributo, condivisione della conoscenza, creazione di valore attraverso l’espansione del mercato, coinvolgimento dei propri clienti, nuovi servizi, personalizzazione dei prodotti, customer care evoluto. Questi sono solo alcuni esempi.
Gli strumenti necessari per effettuare questa virata vincente sono nelle nostre mani, ma bisogna rassegnarsi, non basta la bacchetta magica. Per completare l'incantesimo un po’ di determinazione e voglia di cambiare bisogna metterceli. Da oggi.